Recensione di Cornelia Battistini o del fighettismo

 

 

 

 

Beatrice Matozzo - Circoli di Lettura di Roma - 18 luglio 2006


Il libro “Cornelia Battistini o del fighettismo” di Massimiliano Perrotta si divide in due parti, nella prima parte viene riportato il monologo di Cornelia Battistini, una giovane critica d’arte che ci racconta di sé e del suo passato di fighetta e di come grazie alla scoperta dell’amore si sia avviato un processo di redenzione. Nella seconda parte del libro troviamo le note dell’autore su quello da lui definito lo spirito del nostro tempo, ovvero il “fighettismo”. In brevi e intense righe Perrotta esamina il fenomeno nei suoi aspetti più salienti che possono racchiudersi in alcune parole chiave.

Esibizionismo. Scrive l’autore “l’imperativo sociale è ostentare”, quello che conta nella società fighetta è il successo, il denaro, insomma tutto quello che può essere in qualche modo esibito.
Giovanilismo. La società fighetta è la società dell’essere giovani a tutti i costi, la vecchiaia è diventata qualcosa di cui vergognarsi.

Inquietudine e scetticismo. Il fighetto è colui che si vanta di essere inquieto, di non avere certezze perché credere in qualcosa non è più di moda.

Eterno presente. Il fighetto vive il qui e adesso, sempre in attesa di qualcosa ma senza una autentica progettualità nei confronti del futuro. 
Disincanto. Il fighetto fa un utilizzo distorto dell’ironia, la quale non rappresenta più un modo per sdrammatizzare una situazione difficile e dolorosa ma piuttosto l’espediente per ripararsi dal dolore, un facile modo per evitare un confronto reale e diretto con gli altri e con il mondo. 

L’autore rileva che questo fenomeno coinvolge persone di ogni ceto e fazione politica, in breve tempo si è trasformato in un vero fenomeno di massa e i pochi che non si sono adeguati a questo modello dominante sono diventati “gli sfigati”, termine usato nell’accezione più negativa per additare i relitti umani, gli scarti della società.
Perrotta evidenzia infine una certa corrispondenza tra le caratteristiche del fighettismo e l’opera postmoderna.

Il libro non ha la presunzione di offrire una soluzione a un problema di così vasta e intricata proporzione. Lo scopo dell’autore non è quello di rispondere in modo univoco e conclusivo alle questioni sollevate, semmai l’intento è quello di sollecitare il lettore a chiedersi e a chiedere di più, stimolarlo a continuare a interrogarsi sulla questione. Infatti non a caso il libro si chiude con un interrogativo fondamentale : “Da dove si comincia?”. 

 

 

 

hanno detto        

 

prima pagina