Incontro con il giovane regista catanese, Massimiliano Perrotta: "Mi sento metà scrittore e metà regista"
Maristella Russo - Cronaca Oggi (www.cronacaoggi.it) - 13 ottobre 2009
CATANIA - Dopo "Hammamet", l'interessante spettacolo su Bettino Craxi presentato di recente a Mineo, “Cronaca oggi” ha incontrato l'autore
e regista della pièce. Originario di Mineo, da alcuni anni trapiantato a Roma, Massimiliano Perrotta è un giovane artista dalla personalità anticonformista e poliedrica: è scrittore, drammaturgo,
regista teatrale e di corti, autore e regista di video e documentari. Un intellettuale indipendente e molto critico nelle scelte, aspetto che traspare dalle sue stesse parole che rivelano come la
passione e nient'altro sia alla base del suo lavoro: "Preferisco fare cose che mi piacciono piuttosto che vendermi a progetti più ampi ma che non mi convincono".
Cosa lo ha spinto a intraprendere il "mestiere" di regista?
"Io mi sento per metà scrittore e per metà regista. Non considero queste due attività dei "mestieri" ma delle "necessità" mie, personali, di espressione, di scavo, di comprensione, che a un certo
punto, intorno ai quattordici anni, non so bene come, ho cominciato ad avvertire dentro di me”.
Perchè ha deciso di lasciare la sua città e la Sicilia per trasferirsi a Roma?
"Sono stato mosso dalla curiosità. Ho avuto la fortuna di vivere a Mineo un'adolescenza intellettualmente molto stimolante, e a quel punto ho capito che era giunto il momento di confrontarmi con
altri giovani artisti".
Ci spieghi la sua scelta di scrivere e mettere in scena uno spettacolo teatrale incentrato sulla controversa figura di Bettino Craxi.
"Questo spettacolo è nato dall'esigenza di rileggere criticamente una figura importante del Novecento che noi italiani non abbiamo trattato nel modo giusto. Inoltre trovavo drammaturgicamente
stimolante il personaggio del re sconfitto che sta per morire lontano dalla patria".
Come è nata l'idea di un documentario su Giuseppe Bonaviri? Cosa ha significato per lei incontrare questo grande scrittore da poco scomparso?
"Mi sembrava importante lasciare una traccia audiovisiva non occasionale di questo illustre scrittore. Bonaviri aveva rilasciato poche interviste televisive, così ho pensato di interrogarlo sui
temi che più gli stavano a cuore e di illustrarne le parole con alcune immagini della sua Mineo. Incontrarlo è stata per me è un'occasione unica per confrontarmi dal vivo con un mio
maestro".
Cosa lo ispira nello scrivere i pezzi teatrali? Quale urgenza sente dentro di sé?
"Sono come delle visioni: a un certo punto vedo materializzarsi dei microuniversi drammaturgici e vengo catturato, divento loro servo. Sento come il dovere di mostrarli al pubblico in
palcoscenico. Quando ho una nuova visione innanzitutto devo capire di che si tratta, poi devo tradurla in parole e infine metterla in scena in collaborazione con gli attori".
È possibile oggi fare il suo mestiere senza sottostare alle leggi del business e del botteghino? Quali le difficoltà e gli ostacoli?
"Questo è il grande tabù dell'industria culturale contemporanea. Di ciò non si parla. Sto scrivendo un breve pamphlet intitolato "Lo spazio dell'utopia" in cui affronterò anche tali
tematiche".
Quali i suoi prossimi impegni e i progetti in cantiere?
"A novembre replicheremo “Hammamet” a Roma. In questo momento sto lavorando a due nuovi progetti teatrali dopodiché mi piacerebbe tornare dietro la macchina da presa per realizzare il mio primo
lungometraggio".
L’autore
Nato a Catania nel 1974, Massimiliano Perrotta attualmente vive e lavora a Roma. Ha diretto spettacoli teatrali ("Hammamet", "Gli specchi", "Parole parole"), corti teatrali ("Matilde di Canossa",
"L'essenza dello zero", "Per cortesia", "Dove sono i miei poeti?", "La donna del mare - Remix", "Fine di una giornata"), cortometraggi e documentari ("Bonaviri ritratto", "Mineo", "Expo").
Ha pubblicato "Cornelia Battistini o del fighettismo" (La Cantinella, 2006) e la versione teatrale del racconto "Fine di una giornata" di Sebastiano Addamo (La Cantinella, 2008).
massimiliano perrotta