E' morto a Frosinone Giuseppe Bonaviri

 

 

 

 

 

Forche Caudine (www.forchecaudine.com) - marzo 2009 

 

FROSINONE - E' morto a Frosinone a 84 anni il poeta e scrittore Giuseppe Bonaviri, più volte entrato nella cinquina finale dei candidati al premio Nobel, sin dal 1984.
Nato a Mineo, in provincia di Catania nel 1924. Laureato in medicina e specializzato in cardiochirurgia, pubblica numerosi libri tradotti in molte lingue e viene recensito dai maggiori letterati italiani del Novecento.
Il suo esordio letterario è legato al romanzo "Il sarto della stradalunga", scritto in Sicilia e portato a termine a Casalmonferrato, dove Bonaviri svolge il servizio militare. Viene pubblicato nel 1954 da Einaudi, nella prestigiosa collana "I gettoni" curata da Elio Vittorini, il quale scrive a proposito dell'opera: "Il valore poetico del romanzo è nel senso delicatamente cosmico col quale l'autore rappresenta il piccolo mondo paesano su cui c'intrattiene, trovando anche nelle erbe e negli animali, nei sassi, nella polvere, nella luce della luna o del sole, un moto o un grido di partecipazione alle povere peripezie del sarto e dei suoi". Tra le recensioni quella di Italo Calvino: "E' un puro arabesco che parte da un materiale neorealistico ma non lo compone in romanzo, lo arzigogola in un affresco statico e continuo, o in una specie di soliloquio". Bonaviri confesserà sempre che proprio il primo romanzo è quello cui è più legato.
Nel dopoguerra Bonaviri si trasferisce a Frosinone dove esercita la professione medica. Firma numerosi romanzi, pubblicati, tra gli altri, da Editori Riuniti, Einaudi, Guanda, Manni, Mondadori, Rizzoli e Sellerio. Vi dove riporta le atmosfere siciliane, sublimandole e sottolineando la dimensione magica e arcaica della natura. Tra i più celebri: "Il fiume di pietra" del 1964, "La divina foresta" del 1969, "Notti sull'altura" del 1971, "L'isola amorosa" del 1973, "L'enorme tempo" del 1976, "Novelle saracene" del 1980, "L'incominciamento" del 1983, "È un rosseggiar di peschi e d'albicocchi" del 1986, "Ghigò" del 1990, "Il vicolo blu" del 2003.
Ha anche pubblicato raccolte di poesie: "Il dire celeste" nel 1976, "O corpo sospiroso" nel 1982, "L'asprura" nel 1986, "I cavalli lunari" nel 2004.
Nel 1988 ottiene la laurea in lettere "honoris causa" dall'Università di Cassino, nel 1999 da quella di Catania.
Qualche anno fa Massimiliano Perrotta ha realizzato un documentario biografico su Giuseppe Bonaviri, incontrandolo nella sua casa di Frosinone. Alle parole dello scrittore si alternano quelle dei critici Walter Mauro, Salvatore Silvano Nigro, Walter Pedullà, Sarah Zappulla Muscarà e una testimonianza del compositore Ennio Morricone, che ha collaborato con Bonaviri per l'opera "Ode", commissionata per l'inaugurazione della nuova sede del Conservatorio di Frosinone.

 

 

 

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