Gli specchi di Massimiliano Perrotta
Palmira Mancuso - Nuova Agenzia Radicale (www.agenziaradicale.com) - 8 ottobre 2006
“Robe da acchiappanuvole” direbbe Un vecchio signore sulla trentina, per
descrivere il teatro, la prosa, di Massimiliano Perrotta: e forse è proprio lui
l’anziano trentenne col mare negli occhi, magari lo stesso mare che vedeva
all’orizzonte da Mineo, il piccolo paese in provincia di Catania dove è nato ed
ha vissuto fino ai suoi 19 anni.
Ma perché parlare di Perrotta? Perché bisogna guardare con attenzione un giovane
promettente autore siciliano che sta muovendo i primi passi sulla scena
nazionale, e sta portando con i propri mezzi e tanto entusiasmo nuovi testi in
teatro.
Lo ha fatto a Mineo il 21 agosto scorso, in una sorta di prova generale, in
vista del fortunato debutto nazionale a Roma, il 5 e 6 ottobre.
Gli Specchi – Varietà di Teatro minimo ha così ricevuto l’applauso nel piccolo
Teatro Tordinona, dove Antonella Cappelli, Marco Castelli e Lisa Colosimo, hanno
dato voce e anima ai personaggi surreali e spesso lirici di Perrotta.
Uno spettacolo a folate, uno specchio in cui si sono frantumate le sfumature di
una realtà vivacemente raccontata attraverso dieci diverse piccole storie.
Skatch, poesie, cabaret e danza contemporanea, con balletti affidati
all’elegante passo della giovane Barbara De Blasio, che ha sottolinato con
coreografie essenziali e nitide i momenti più evocativi delle scene.
Interessante, ma non troppo originale, l’uso della musica elettronica, ispirata
certamente ai suoni che Franco Battiato utilizzò nei suoi album a cavallo tra
gli anni ’70 e ‘80, e che felicemente abbiamo ritrovato in scena, come nel
monologo I pellicani prismatici, un vero e proprio tributo all’autore di Gli
uccelli.
“Teatro minimo non vuol dire minimalista – dice Massimiliano, capelli paglierini
e occhi azzurri, dietro ad un paio di occhiali colorati – vuol dire teatro
essenziale, sintetico, icastico.
La scommessa è quella di mixare i temi culturali di inizio secolo con il ritmo e
gli stilemi del varietà”.
Una scommessa tutta da giocare, a partire dal breve monologo su cui il giovane
regista punta di più, ovvero Cornelia Battistini o del fighettismo, recentemente
pubblicato da La Cantinella, casa editrice dell’Istituto di Storia dello
Spettacolo Siciliano.
massimiliano perrotta