Mineo (Catania) - Un convegno internazionale e una mostra documentaria dedicati al grande scrittore siciliano

“L’eredità letteraria di Giuseppe Bonaviri”     

 

 

 

 

 

Sicilia Millennium (www.sicilianmillennium.it) - 17 gennaio 2011 

 

CATANIA - Ha visto la partecipazione di insigni studiosi e scrittori il convegno internazionale “L’eredità letteraria di Giuseppe Bonaviri” che, promosso dalla Fondazione Bonaviri e patrocinato dal Comune di Mineo, ha avuto luogo al Centro Interculturale “Papa Giovanni Paolo II” di Mineo, alla presenza di autorità, personalità del mondo della cultura, giovani universitari nonché di Lina Osario ed Emanuele Bonaviri, rispettivamente moglie e figlio del grande scrittore siciliano, originario di Mineo.

Dopo il saluto introduttivo di Giuseppe Castania (presidente Fondazione Bonaviri), l’inaugurazione della mostra documentaria “Giuseppe Bonaviri la sua opera, la sua famiglia, la sua terra”, curata da Enzo Zappulla. Coordinati da Sarah Zappulla Muscarà (vicepresidente comitato scientifico Fondazione Bonaviri), gli interventi dei relatori che hanno messo in luce aspetti differenti delle opere e della personalità dello scrittore, più volte candiato al Nobel e tradotto in tutto il mondo. Nella prima giornata di studi Domique Budor (Università La Sorbonne di Parigi) ha posto l’accento sull’umanesimo del medico-scrittore, sulla sua facoltà di ascolto e di comprensione della realtà e degli esseri umani; Salvatore Trovato (Università di Catania) ha analizzato da un punto di vista linguistico il regionalismo presente nella produzione letteraria bonaviriana; lo scrittore calatino Domenico Seminerio ha proposto un’analisi de “Il sarto della stradalunga” e di come esso contenga in nuce tutta la narrativa di Bonaviri che fa di Mineo il proprio centro ispiratore; Domenico Trischitta, noto scrittore catanese, ha compiuto un’indagine critica su “Silvinia”, romanzo da cui emerge una ricognizione ancestrale e mitica della Sicilia; e, infine, Mario Tropea (Università di Catania) ha proposto un excursus delle poesie bonaviriane. Ad arricchire la sessione la proiezione del documentario “Bonaviri ritratto” di Massimiliano Perrotta e l’asssegnazione del “Premio Tesi di Laurea Giuseppe Bonaviri”, che è andato alla dott.ssa Giuseppina Stella.
Intensa anche la seconda giornata che ha registrato la presenza di altri quattro studiosi: Loreta De Stasio (Università dei Paesi Baschi) che ha proposto un parallelismo tra il mineolo e il cinema di Woody Allen, mettendo a fuoco come Bonaviri abbia anticipato di 40 anni il tema metafinzionale che portò al successo il film del regista americano “La rosa purpurea del Cairo”; Biagio D’angelo (Università di Budapest) che si è soffermato su uno dei perni centrale dell’opera bonaviriana, ossia la capacità di far emergere lo spazio locale a sintesi globalizzante; Nicoleta Pascu (Università di Catania) che ha sottolineato l’importanza e il fascino delle figure femminili ne Il sarto della stradalunga, romanzo che consacra il mineolo al grande successo di pubblico e di critica; e, infine, Maria Valeria Sanfilippo (Università di Catania) che ha investigato le “Novelle saracene”, ricreando le atmosfere delle novellatrici popolari dell’Otto e Novecento che Bonaviri attualizza e personalizza alimentando la curiosità e coinvolgendo lo spettatore.
Presenti nell’occasione la moglie Raffaella Osario e il figlio Emanuele Bonaviri. Il convegno, organizzato con cura da Pino Perrotta (segretario Fondazione Bonaviri), si è posto come momento di riflessione e di ricordo ma anche come punto di partezza per nuovi studi e ricerche sull’autore per il quale, come attestato anche da “Bonaviri inedito”, ricca monografia illustrata a cura di Sarah Zappulla Muscarà ed Enzo Zappulla, rimangono ancora inesplorati svariati aspetti.

 

 

 

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