Addio a Giuseppe Bonaviri, il cantore della Sicilia magica
Siciliainformazioni (www.siciliainformazioni.com) - 22 marzo 2009
La Sicilia perde uno dei suoi “cantori” più ispirati e profondi. Se n’è andato, all’età di 84 anni, lo scrittore e poeta Giuseppe Bonaviri. Il medico cardiologo con la passione per la scrittura e per la Sicilia, è morto ieri sera a Frosinone. Lo ha riferito una fonte della Fondazione che porta il suo nome. Bonaviri era nato a Mineo, in provincia di Catania, nel 1924. Più volte il suo nome è entrato nella rosa dei candidati al premio Nobel. Fortemente legato alla sua isola, dopo il romanzo “Il sarto della strada lunga” (1954), che aveva ottenuto grande approvazione da parte di Elio Vittorini e per questo pubblicato da Einaudi, Bonaviri abbandonò i moduli più nerorelistici per approdare ad una scrittura fantastica, che richiama Italo Calvino. Nella sua opera è stato sempre attento a cogliere la dimensione magica e arcaica della natura, con una Sicilia mitica e misteriosa.
Il romanzo "Il fiume di Pietra" (1964) che ha come protagonista un gruppo di ragazzi di campagna e la trilogia "La divina foresta" (1969), "Notti sull'altura" (1971), "L'isola amorosa" (1973)
sono uno spaccato del mondo siciliano, greco e saraceno, fatto di paesaggi e presenza oniriche. Il suo lavoro più riuscito è considerato il romanzo del '78 "Dolcissimo", una surreale discesa agli
inferi della citta' di Zebulonia-Mineo. Sono seguiti "Novelle Saracene", (1980), i romanzi "L'incominciamento" (1983), "Dormisveglia" (1988), "Ghigò" (1990), "Il vicolo blu" (2003) e le raccolte
di poesie "O corpo sospiroso" (1982), "L'asprura" nel 1986, "I cavalli lunari" nel 2004. Nel 2006 ha pubblicato "Autobiografia in do minore". Nel 2007 si è raccontato nel documentario "Bonaviri"
ritratto di Massimiliano Perrotta.
Solo pochi giorni fa Giuseppe Bonaviri era stato festeggiato a Catania: l'amministrazione comunale gli aveva conferito la cittadinanza onoraria e l'università gli aveva assegnato una laurea
honoris causa in Lettere. Le condizioni di salute molto precarie gli avevano impedito di partecipare.
massimiliano perrotta