FINE DI UNA GIORNATA

 

di Sebastiano Addamo

 

versione teatrale e postfazione di
Massimiliano Perrotta

 

La Cantinella - 2008


Talvolta un cognome può diventare un destino. È quanto accade al protagonista di questo monologo drammatico, un piccolo uomo di provincia alle prese col disagio dell’identità.

Il monologo è tratto dall'omonimo racconto pubblicato in "Non si fa mai giorno" (Sellerio - 1995).
A seguire lo scritto La provincia inquieta in cui Perrotta ritrae brevemente Sebastiano Addamo.

 

«Poi si parte, generalmente in treno. Per evadere, per fuggire, per cambiare aria, ma non più per viaggiare, dappertutto ormai si trovano le stesse cose lasciate, cemento, plastica, cocacola, le medesime musiche ad ogni cantone. Forse i veri viaggi restano sempre quelli intorno alla propria stanza» 

 

24 pagine - 5 euro - Collana "Il copione"

Isbn 978-88-87499-15-5

 

 

 

 

 

Il monologo Fine di una giornata ha debuttato a Catania il 2 dicembre 2005, diretto da Massimiliano Perrotta, interpretato da Marco Castelli, con la partecipazione vocale di Emanuela Iovannitti [Emma Nitti].

 

 

 

 
Sebastiano Addamo (1925-2000) visse tra Carlentini, Lentini e Catania.
I suoi libri in prosa più significativi sono "Violetta" (1963), "Il giudizio della sera" (1974), "Un uomo fidato" (1978), "Le abitudini e l’assenza" (1982), "Non si fa mai giorno" (1995). Tra le raccolte poetiche: "La metafora dietro a noi" (1980), "Il giro della vite" (1983), "Le linee della mano" (1990).
È stato tradotto in Francia e in Bulgaria.

 

Sito di Sebastiano Addamo: addamosebastiano.interfree.it

 

 

 

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